"Renzite" da referendum

"Renzite" da referendum
Grafica - Renzite ©MAELSTROM BLOG

Le prime dimissioni da Premier a seguito di un referendum sono avvenute dieci anni fa con Matteo Renzi, dopo che il fronte del NO vinse con il 59%. Da lì la convinzione di partiti, tabloid e giornali, che un referendum sia una sorta di consultazione sul governo, o meglio, uno strumento per determinare l’opinione generale sull’esecutivo.

Oggi, dieci anni dopo, quindici milioni di italiani hanno espresso una preferenza per il NO al referendum costituzionale sulla giustizia, attestandosi al 54% dei votanti. Un risultato abbastanza spiacevole, perché la maggioranza dell’elettorato ha scelto di rifiutare un sistema equo e moderno, ma la cosa che suscita più tensione e dispiacere è una strumentalizzazione del risultato elettorale da parte delle opposizioni parlamentari e non. Il primo commento arriva dall’europarlamentare Ilaria Salis (AVS), che ha incitato alle dimissioni di Meloni da Presidente del Consiglio, affermando che “la maggioranza del Paese si è opposta al progetto di trasformazione autoritaria della nostra Repubblica”. Non è l’unica. Nella giornata di ieri alcune organizzazioni extraparlamentari di estrema sinistra hanno esortato le dimissioni del governo, facendo il risultato come proprio.

Tale strumentalizzazione del referendum è inaccettabile e molto poco corretta nei confronti dell’elettorato per svariate motivazioni:

  1. il referendum è una semplice decisione su una legge da attuare o su un articolo della Costituzione da modificare o abrogare. Non si può definire una votazione referendaria come un’elezione politica o come un qualsiasi strumento vincolante nei confronti del governo in carica;
  2. secondo la Costituzione, un referendum può far decadere solo leggi o atti aventi forza di legge, non ministri o Presidenti del Consiglio e secondo Sky TG24 la principale motivazione degli elettori del NO è stata quella di opporsi alla modifica della Costituzione, perciò si può definire tale azione come un giudizio sulla riforma e non un giudizio politico.

Speriamo questa "Renzite" si esaurisca il prima possibile, insieme alla convinzione delle opposizioni di aver già vinto le elezioni politiche del prossimo anno.