Molfetta a sinistra... e destra. Analisi di un modello identitario

A Molfetta vincono militanza e radicamento: Minervini e Logrieco rilanciano il ruolo dei partiti contro il civismo di sistema.

Molfetta a sinistra... e destra. Analisi di un modello identitario
Grafica - Molfetta a sinistra... e destra ©MAELSTROM BLOG

Nelle passate amministrative pugliesi il caso Molfetta sta facendo scalpore: al tramonto dei partiti nelle competizioni locali viene eletto sindaco un giovane ingegnere, militante di Rifondazione comunista: Manuel Minervini.

Molfetta, strategica e popolata città del nord barese, rappresenta una realtà emblematica della politica locale pugliese: è stata governata nelle ultime sindacature da un civismo "di sistema", che aveva ormai soffocato i partiti e portato la città alle cronache nazionali per la poca trasparenza dei suoi governanti, caso sovrapponibile, per molti versi, al civismo che ha caratterizzato i mandati di Michele Emiliano.

Oltre a premiare Minervini, questa consultazione ha fatto emergere a destra la personalità politica di Adamo Logrieco, giovane avvocato, alla guida di una piccola ma compatta coalizione di partiti del centrodestra, che si è saputo distinguere per numero sostanzioso di consensi, ma soprattutto per liste stracolme di giovani energie, nonostante i bastoni fra le ruote di qualche dirigente provinciale.

Le ottime esperienze di Logrieco e Minervini a Molfetta fanno vincere la militanza di strada, l'impegno territoriale delle sezioni, il coinvolgimento delle parti sociali e delle associazioni, riportando la palla in possesso di chi decide di impegnarsi per il bene comune guidato da ideali alti, non da biechi interessi... e soprattutto sa distinguere il civismo spontaneo e sano dalle consorterie che di politico hanno ben poco.