Cambio della guardia nel Regno Unito. Addio a Starmer, scatta l'ora di Andy Burnham
Nel Regno Unito si apre la corsa alla successione di Starmer: Andy Burnham emerge come favorito per guidare il Labour e il governo.
Il Regno Unito si appresta a vivere l'ennesimo terremoto politico a Downing Street. A meno di due anni dalla storica vittoria elettorale, l’esperienza di Keir Starmer alla guida del governo britannico è arrivata al capolinea. Le pressioni interne al Partito Laburista, ormai insostenibili, hanno spinto il Primo Ministro alle dimissioni e all'annuncio di una transizione ordinata del potere.
A far crollare definitivamente il muro di resistenza di Starmer è stato il trionfo schiacciante di Andy Burnham nelle elezioni suppletive del collegio di Makerfield. L’ex popolarissimo sindaco di Greater Manchester, soprannominato il "Re del Nord", ha ottenuto oltre il 54% dei voti, sbaragliando la concorrenza e raccogliendo più preferenze di tutti gli altri partiti messi insieme.
Il premier Starmer ha dovuto alla fine cedere alla pressione di oltre cento deputati laburisti e figure chiave dell'esecutivo, che avrebbero chiesto riservatamente al Premier di farsi da parte per evitare una lacerante guerra interna al partito. Adesso Starmer resterà in carica finché i laburisti non avranno individuato un successore; il processo di selezione inizierà il 9 luglio e dovrebbe concludersi in estate, prima della convention del partito a fine settembre a Liverpool.
Resta da capire se la successione si trasformerà in una vera e propria "incoronazione" o se altre figure della sinistra laburista tenteranno una candidatura di sfida. La figura in ascesa, e quella su cui tutti sembrano voler convergere, è però proprio quella di Andy Burnham, esponente della soft left del partito, ovvero la corrente intermedia tra l’ala più oltranzista e quella centrista.
Gli addetti ai lavori già scherzano su questo “cambio della guardia” a Downing Street, dicendo che, se Burnham dovesse diventare Primo Ministro, il Paese si ritroverebbe con lo stesso governo ma con un accento diverso (essendo lui del nord dell’Inghilterra). Difatti, al di là dell’immagine e degli slogan, Burnham è sostanzialmente allineato all'esecutivo attuale in tema di limiti di spesa pubblica, sicurezza e controllo restrittivo dell’immigrazione. Soprattutto in vista della concreta ipotesi di scalare le gerarchie del Labour, Burnham ha cambiato spesso idea su diversi temi. Ha dapprima sostenuto la necessità di un ritorno nell’Unione Europea, salvo poi fare marcia indietro; allo stesso modo, ha prima caldeggiato l'aumento delle spese per il welfare, per poi fare inversione a u, dichiarando di volerle sacrificare a favore della difesa.

Su questa mancanza di convinzioni stabili e sul suo attivismo trasversale in tutte le correnti interne, gira spesso una barzelletta tra i parlamentari:
Un sostenitore di Tony Blair, uno di Jeremy Corbyn e uno di Starmer entrano in un bar di Manchester e il barista chiede: cosa posso servirti, Andy?
Se l'avvicendamento andrà in porto, Andy Burnham diventerà il settimo Primo Ministro britannico in appena dieci anni: l'ennesimo capitolo di una stagione di profonda instabilità per la politica d'Oltremanica, che ora si affida alla stella nascente del Nord per tentare di risalire nei sondaggi e blindare il futuro del Paese.