Resort Israeliani in Puglia? No, grazie!

Dall’Albania alla Puglia, progetti legati a investitori israeliani alimentano polemiche tra tutela ambientale, speculazione immobiliare e interessi geopolitici.

Resort Israeliani in Puglia?       
No, grazie!
Grafica - Resort Israeliani Puglia ©MAELSTROM BLOG

Stiamo vedendo tutti le immagini che vengono dall’Albania, dove la popolazione ha invaso le piazze e le strade del paese per protestare contro il progetto turistico di lusso, di Jerard Kushner, genero di Trump, fedelissimo di Netanyau e principale sponsor dell’agenda politica sionista negli USA, tanto da comparire anche negli Epstein files come una spia dello stato ebraico incaricata di agganciare il presidente degli Stati Uniti.

Il progetto, avvallato anche dal presidente Edi Rama, prevede l’acquisto e lo sfruttamento per 99 anni dell’ isola di Sazan e della zona costiera di Zvërnec e Vjosa-Narta, vicino Valona, per la costruzione di un resort turistico di lusso, che danneggerebbe l’ecosistema di un’area protetta abitata da fenicotteri, tartarughe marine e foche monache.

Ma dietro la struttura turistica si celano gli interessi militari dello stato ebraico intenzionato stringere la morsa anti-turca dall’ Adriatico al Medio Oriente e spiare le mosse della Turchia nei Balcani, sfruttando la vicinanza di Sezan e della base navale turca di Pashaliman e la presenza sotto la superficie dell’isola di 10km di tunnel e più di 3000 bunker costruiti dall’ex dittatore comunista Enver Hoxha e dai sovietici.

Ma ciò che sta accadendo in Albania si sta replicando anche nella nostra Puglia, a Ostuni, dove un’area del nostro patrimonio naturale è vittima di una violenta operazione speculativa che ha come protagonisti, guarda caso, magnati israeliani.

Nel silenzio generale, il gruppo immobiliare Omnam, fondato dall’israeliano David Zisser, ha acquistato alla fine del 2020 un’area protetta, fronte mare, per la costruzione di una struttura da 150 suites della catena di lusso Four Season.
I lavori non sono ancora partiti, bloccati della soprintendenza che ha denunciato una pressione antropica eccessiva, richiedendo modifiche al progetto, per le quali i magnati stanno cercando di ottenere l’accesso alle agevolazioni della ZES, per una semplificazione amministrativa.

Quello di Ostuni non è l’unico caso: nel 2025 un’imprenditrice Israeliana, residente a Lecce da due anni, ha lanciato il progetto per la costruzione di una Colonia Israeliana nel Salento, poi naufragato grazie alle resistenze anti-sioniste della popolazione Pugliese.

Se il progetto del Four Season dovesse andare in porto, un’area da tutelare per il suo valore naturale, il suo ecosistema e la persistenza di modelli agricoli tradizionali che hanno consentito di mantenere intatto il paesaggio originario, verrebbe violentata è sacrificata sull’altare del capitalismo e degli interessi di finanziatori Israeliani.

In tutto ciò la stampa e la politica tacciono, come sempre, davanti agli interessi del più forte.