Il Disastro Sanitario di Decaro&Co

Disavanzo nella sanità pugliese: tra debito crescente, sprechi e mobilità passiva si accende lo scontro politico sulle responsabilità e sulle possibili soluzioni.

Grafica - Disastro Sanità ©MAELSTROM BLOG - A. Decaro ha tra le mani la scritta "disastro sanitario""
Grafica - Disastro Sanità ©MAELSTROM BLOG

In base agli ultimi bilanci consolidati del Dipartimento Sanità della Puglia è emerso un disavanzo di circa 369 milioni. Entro il 30 aprile la regione dovrà presentare ai ministeri della Salute e dell’Economia le misure per riportare in equilibrio i conti della sanità. Il presidente Decaro gioca allo scaricabarile con il governo Meloni affermando di non finanziare abbastanza il sistema sanitario e accusando l’aumento dei costi per l’energia. È vero? Quali sono i problemi della sanità pugliese? Chi li ha causati? Quali potrebbero essere le soluzioni? In questo articolo esaminiamo tutto questo, pur consapevoli che il conto lo pagheranno, purtroppo, i cittadini pugliesi.

Chi ha la responsabilità sull’organizzazione sanitaria?

La riforma del Titolo V (Legge Costituzionale 3/2001) ha trasformato la sanità italiana da un sistema centralizzato a uno federalista, attribuendo alle regioni la competenza legislativa ed organizzativa esclusiva, mentre allo Stato resta la determinazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Inoltre, le regioni hanno autonomia finanziaria di spesa per gestire il Servizio Sanitario Regionale. Quindi, in base a tutto questo, bisogna guardare agli assessori e ai presidenti regionali che si sono susseguiti nel tempo (Emiliano, Vendola, Palese e compagnia cantante…).

Finanziamento: colpa dell’Esecutivo?

Facciamo un passo indietro e spieghiamo la differenza tra finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale e Fondo Sanitario Nazionale. Con queste espressioni si indicano i soldi che lo Stato destina ogni anno alla sanità pubblica, principalmente attraverso la legge di Bilancio. La seconda espressione stabilisce l’ammontare del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato, cioè le risorse che vengono poi ripartite tra le regioni per garantire il funzionamento del sistema sanitario. Se esaminiamo come è cambiato il finanziamento del SSN durante il Governo Meloni notiamo che nel 2022 gli stanziamenti ammontavano a circa 126 miliardi di euro, saliti a quasi 129 miliardi nel 2023 e a 134 miliardi nel 2024. Per il 2025, il finanziamento della sanità si aggira intorno ai 136,5 miliardi mentre nel 2026 in base a quanto stabilito dal disegno di Legge di Bilancio è previsto un incremento di 2,4 miliardi.

Grafico 1: Finanziamento SSN per anno (asse y=miliardi di euro)

Il finanziamento statale destinato alla Puglia è passato da 8,093 miliardi nel 2022 a 8,316 miliardi nel 2023, 8,654 miliardi nel 2024 e 8,794 miliardi nel 2025.In altre parole, quasi 700 milioni di euro in più in quattro anni. Numeri che dimostrano in modo chiaro come il finanziamento nazionale non sia diminuito ma, al contrario, sia cresciuto in modo significativo.

Grafico 2: Finanziamento Sanitario Regionale dal 2022 al 2025 (asse x= miliardi di euro)

 A cosa è dovuto il buco finanziario?

La voragine finanziaria è dovuta dalla mobilità passiva (i cittadini migrano verso altre regioni per curarsi, generando costi che la regione di residenza deve rimborsare a quella erogatrice), da sprechi e dall'aumento della spesa farmaceutica e dei costi dell’energia. La mobilità passiva è dovuta principalmente al fatto che le strutture ospedaliere pugliesi risultano non adeguate a soddisfare le esigenze dei cittadini oltre ad avere liste d’attesa lunghissime. L’esempio più lampante degli sprechi degli ultimi anni è stato l’ospedale Covid presso la Fiera del Levante che, oltre ad essere stato oggetto di numerose inchieste giudiziarie, ha evidenziato un notevole aumento dei costi rispetto alle stime iniziali. Precisamente, si passa da una stima iniziale di circa 9,5 milioni di euro a circa 28 milioni di euro (quasi il triplo). L’aumento della spesa farmaceutica è strettamente collegato con i costi per l’energia ed è emerso solo negli ultimi mesi, dovuto principalmente dall’attacco di Trump all’Iran.

Incubo nuove Tasse

Ebbene sì, amici, oltre al danno la beffa. Piuttosto che risolvere i problemi strutturali della sanità pugliese, il presidente Decaro sta valutando di aumentare l’addizionale IRPEF per coprire il buco finanziario causato dai suoi compagni di merenda (Emiliano, Vendola) che governano da vent’anni la regione. Tra l’altro, siccome Decaro è stato nominato commissario potrebbe da solo decidere l’aumento dell’IRPEF e non dar conto delle scelte adottate evitando così il confronto in Consiglio Regionale.

Le mie proposte

Innanzitutto, il presidente Decaro, in nome della discontinuità a lui tanto cara, deve fare luce su quello che è accaduto: dove e come sono stati spesi i 369 milioni in più rispetto a quello che era possibile spendere? Chi lo ha fatto e chi non ha vigilato: nomi e cognomi. Inoltre, il governo regionale  si dovrebbe attivare per razionalizzare la spesa sanitaria, cominciando a tagliare la miriade di sprechi, grandi e piccoli, che divorano milioni di euro, ad esempio reparti ristrutturati ma vuoti e nuovi macchinari mai utilizzati e ancora incellophanati.