Oggi come ieri: NO alle leggi bavaglio!
Il Senato ha approvato con 105 voti favorevoli, 24 contrari e 21 astenuti il DdL Gasparri in materia di contrasto all’antisemitismo, con il quale si adotta la definizione dell’IHRA, l’international holocaust remembrance alliance, per cui sarebbe antisemitismo “una certa percezione degli Ebrei che può essere espressa come odio per gli Ebrei con manifestazioni verbali e fisiche dirette verso gli ebrei e i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto”.
Detto in altri termini si vuole rendere reato criticare la politica estera e interna di uno stato come Israele che dal 1948 occupa per grazia ricevuta i territori della Palestina, perpetrando violenze indicibili nei confronti di un popolo innocente, e porta avanti azioni militari unilaterali contro i propri vicini con finalità di conquista.
Diventa antisemitismo dire che in questi due anni a Gaza si è consumato un genocidio e che in Libano così come in Iran c’è un aggressore e un aggredito e che Israele non è certamente la vittima.
A questo punto c’è da domandarsi se chiedere allo stato ebraico di rispettare il diritto internazionale sia anch’essa una forma di antisemitismo…
In più ci sono corsi di “sensibilizzazione” nelle scuole, o meglio di indottrinamento, e si affida all’istruzione scolastica e universitaria una funzione di controllo.
Ovviamente non poteva assolutamente mancare la censura social..
La legge Gasparri introduce nel nostro Paese un nuovo reato d’opinione; la cosa non stupisce, visto che in Italia molti hanno costruito la propria fortuna politica sulla criminalizzazione delle idee.
Per certi versi, leggendo il testo, sembra di avere davanti un surrogato del ddl Zan, quella porcheria istituzionale che il centro-sinistra cercò di approvare cinque anni fa.
Peccato che stavolta a fare i giochi del sistema sia qualcun altro: la stessa coalizione che in nome della libertà di pensiero nel 2021 affossava la legge Zan; coalizione che oggi ha a capo un partito che nel 2017 faceva le barricate contro la legge Fiano e chiedeva l’abrogazione della legge Mancino.