Abbiamo vinto a Lepanto e vinceremo ancora!

Abbiamo vinto a Lepanto e vinceremo ancora!

Negli ultimi decenni, il terrorismo è diventato una delle principali minacce globali, evolvendosi da fenomeno locale a pericolo mondiale, capace di adattarsi alle nuove dinamiche geopolitiche e tecnologiche. Oltre agli attacchi diretti contro civili e istituzioni, il suo obiettivo resta quello di diffondere paura e destabilizzare intere nazioni, intaccando le fondamenta culturali e spirituali dell’Occidente.

Quando si parla di terrorismo, il pensiero corre inevitabilmente agli attacchi di matrice islamica che hanno sconvolto l’Europa e il mondo negli anni 2015 e 2016. E, sebbene quella minaccia sembri in parte arginata, alcuni recenti episodi dimostrano che il pericolo non è scomparso, ma si trasforma, assumendo volti sempre nuovi. Al cuore di tutto ciò vi è un fenomeno complesso e controverso che ha preso e sta prendendo sempre più piede in Europa: l'islamizzazione.

Un esempio emblematico di questa tendenza si osserva in Belgio, dove una gran parte dei neonati porta nomi di origine straniera e dove, in una piccola area di sei chilometri quadrati, si contano ben 25 moschee. In Francia, la situazione è altrettanto significativa: oltre 120 persone vivono sotto protezione per aver reso pubblico il fenomeno o per aver tentato di vietare il velo islamico (hijab e abaya) nelle scuole. Questo fenomeno non risparmia nemmeno l'Italia, dove l'alto tasso di natalità tra le donne straniere suggerisce che, se la tendenza continua, i musulmani potrebbero diventare una componente demografica significativa.

Il legame tra questa trasformazione sociale e il terrorismo islamico non è immediato, ma è reale. Laddove crescono comunità musulmane più giovani e, parallelamente, si diffonde una religiosità radicale e intollerante, si genera spesso un terreno fertile per l’estremismo: un humus di rabbia e ostilità verso la nostra cultura e i nostri valori, che può facilmente degenerare in violenza. È un pericolo che non possiamo ignorare, perché il terrorismo non è solo un atto militare: è anche una battaglia culturale e spirituale.

Ed è proprio in giornate come questa che la memoria ci richiama alla nostra storia. In questo stesso giorno del 1571, a Lepanto, la flotta cristiana sconfisse l’Impero Ottomano in una battaglia decisiva per la sopravvivenza dell’Europa e della sua civiltà. Fu una vittoria non solo militare, ma simbolica: la dimostrazione che un'Europa guidata dalla fede e dalla volontà di difendere la propria identità, può prevalere anche contro le minacce più oscure e potenti.

Oggi, come allora, difendiamo ciò che siamo!
Non arretriamo, non cediamo, non dimentichiamo. Le armi sono cambiate, ma la battaglia è la stessa.

Non permettiamo che l’oblio cancelli le nostre radici. Non lasciamo che la paura pieghi la nostra volontà. Ricordiamo chi è caduto, combattiamo per ciò che resta, alziamoci per ciò che conta.

Abbiamo vinto a Lepanto, e vinceremo ancora. Se resteremo uniti, se crederemo nei nostri valori, se avremo il coraggio di difenderli.

Difendiamo la nostra terra. Amiamo la nostra storia. Onoriamo i nostri morti. Custodiamo la nostra identità.
Perché un popolo che sa chi è, non sarà mai sconfitto.

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